mercoledì 1 febbraio 2017

Disoccupazione giovanile: chi l’avrebbe mai detto?

Davvero ci soprendiamo per la disoccupazione giovanile al 40%? Qualcuno sostiene che questi dati sanciscano il fallimento dell’azione politica degli ultimi governi. In realtà questo è esattamente l’obiettivo che volevano raggiungere.
Quando alzi l’età pensionabile a dismisura, blocchi il turnover nel settore pubblico, rendi più facili i licenziamenti e in generale riduci le tutele ai lavoratori, per di più in un paese storicamente segnato da nepotismo, raccomandazioni, clientele e assenza di meritocrazia, stai deliberatamente togliendo opportunità ai giovani e ingrossando le fila di chi un lavoro non ce l’ha o non lo cerca nemmeno più.
Più disoccupazione giovanile e precarietà portano ad una maggiore propensione ad accettare salari più bassi e condizioni lavorative peggiori. Questo abbassa i costi di produzione e aumenta la “competitività” delle imprese, facendo il gioco di quelle multinazionali che dettano, in maniera più o meno velata, l’agenda ai nostri governi.
Inoltre, un giovane senza lavoro è anche un giovane che più facilmente potrà abboccare al ricatto occupazionale con cui la politica estorce storicamente consensi. Insomma, ci stanno sacrificando sull'altare della folle competizione del "mercato". E non si è trattato di politiche sbagliate. Al contrario, si sono seduti a tavolino e hanno deciso tutto con consapevolezza.
Fin quando continueremo ad affidare i nostri diritti a quelle stesse persone che ce li stanno togliendo un pezzo alla volta, le cose non potranno che peggiorare. E’ ora di tornare ad essere artefici dei nostri destini.

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